20 Maggio 2021
Il Blog di RID 96.8 FM

BATTIATO: un maestro, un genio, un artista a tutto tondo. Un mistico.

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Il nostro speaker, Simone Mercurio, ricorda così il Maestro Franco Battiato.

Sono cresciuto con Franco Battiato che ho scoperto per caso grazie a una vecchia cassetta scovata sotto al sedile di una vecchia auto abbandonata in campagna. Era l’album Mondi Lontanissimi del 1985 e dentro c’era quella meravigliosa canzone “I treni di Touzer” di cui mi innamorai da subito, nonostante la giovane età.

Battiato è stato il mio spartiacque tra la musica popolare e commerciale, la “musica leggerissima” insomma, (per citare i suoi allievi ed eredi siciliani Colapesce Dimartino) e quella certamente più colta e importante che da quel momento ho cominciato a scoprire e ricercare. L’elettronica, la sperimentazione dei primi difficilissimi album Fetus, Pollution. Sulle Corde di Aires dei primi anni del 1970 che più maturo andai a scovare e acquistare in un autogrill, in questi giorni tornati di moda e frequentatissimi.

Complice quel ritrovamento primordiale, scoprii ancora preadolescente il suo primo grande successo commerciale L’Era del Cinghiale Bianco del 1979 e quelle frasi “Profumi indescrivibili/Nell’aria della sera/Studenti di Damasco/Vestiti tutti uguali. L’ombra della mia identità/ Mentre sedevo al cinema oppure in un bar/Ma spero che ritorni presto l’era del cinghiale bianco” che con la fantasia ti portavano lontano, verso mondi lontanissimi. Appunto.
Avevo 21 anni nel 1996 quando arrivò La Cura. Un pugno nello stomaco emozionale, una carezza sull’anima di quello stupido ragazzino che all’epoca faceva il militare. Scaglione 8 del ’96. Tanti i musicisti, i colleghi radiofonici, i giornalisti che hanno condiviso un racconto, un aneddoto sui loro incontri con il sempre disponibile Franco Battiato. Ne voglio condividere alcuni, a cominciare dal mio primo e unico incontro col Maestro a tu per tu, visto più volte in concerto ma solo una volta intervistato.

Era il 2000, mi trovavo a Padova e, a dire il vero, “estorsi” senza pattuirla con l’ufficio stampa, una intervista dietro le quinte a Battiato subito dopo il concerto. Mi dette retta e non mi cacciò rispondendo, tra una battuta e l’altra in catanese stretto con il conterraneo filosofo Manlio Sgalambro, che collaborò come autore e interprete di molti testi e canzoni di Battiato tra il 1995 e il 2012. La breve chiacchierata venne pubblicata da Il Mattino di Padova con il quale collaboravo.

Franco Battiato

Ecco i ricordi di alcuni amici di Franco Battiato presi direttamente dalle loro pagine social ufficiali:

VINICIO CAPOSSELA, cantautore e musicista

“Povera Patria. Tanto più povera oggi che abbiamo perduto il Maestro. Più scura è l’ombra dove più intensa la luce. L’ombra oggi è nerissima, triste e luttuosa, ma celebrando un saggio, non si può separare dalla gioia, dalla riconoscenza per la luce elargita a tutti, per l’esistenza piena sempre tesa a celebrare la luce fino nelle ombre più recondite che genera.

Grazie Maestro, uomo vivo, spirituale, generante, pensante, derviscio danzante. Abbracciamoci tutti. V.”

EUGENIO FINARDI, cantautore e musicista

Arrivederci Franco. Quando verrà il momento ci ritroveremo in un oceano di silenzio a contemplare attoniti la vastità dell’universo e sorridere commossi dall’ineluttabilità della natura umana. Conosco Battiato dal 1973, lo incontrai nell’ufficio di Gianni Sassi e mi appassionai alle sue sperimentazioni con i sintetizzatori. FETUS, POLLUTION, SULLE CORDE DI ARIES furono tra le colonne sonore di quel decennio straordinario di ricerca sull’espansione della consapevolezza. Franco era anche l’unico che aveva un VCS3, il sintetizzatore che usavano gli WHO, e gli chiesi di suonarlo nel mio primo album in SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE, un canto popolare riarrangiato a Rock.

Entrambi eravamo nell’agenzia di Angelo Carrara e fui testimone della sua “svolta pop” che in realtà fu una straordinaria operazione di reinvenzione della canzone italiana, abbattendo ma anche usandone tutti i luoghi comuni, anche sonori. Ricordo di essere entrato nello studio di Alberto Radius mentre Franco, Titti Denna, Giusto Pio e Filippo Destrieri si esaltavano cercando il suono “più brutto” per la iconica frase di BANDIERA BIANCA… Poi diventò “IL MAESTRO” ma quelli che lo conoscono bene sanno che accanto alla figura austera c’era un uomo spiritoso, autoironico, che amava gli scherzi e le battute. Era anche affettuoso e premuroso con chi gli era caro.

Ha cambiato dimensione il più “perfetto” dei cantautori. Quello che ha saputo meglio valorizzare ed equilibrare musica, testo, senso e scopo. Grazie”.

GIULIO CASALE, cantautore, ex frontman EXTRA, autore autore dei testi, tra gli altri di Sergio Cammariere, Patrizia Laquidara e Cesare Malfatti.:

Una volta andai finalmente a trovarlo in studio, Lui mixava un Suo live assieme al mitico Pinaxa (ciao Pino!). In una pausa Lo ringraziai infinitamente. Non solo per Tutto, quella Via immensa e pure misteriosa che andava tracciando da anni per tutti noi, ma anche solo un momento per quelle orchestrazioni mirabili e preziose che punteggiano l’intera opera “Polli di allevamento” di Giorgio Gaber (al quale Lui doveva il proprio debutto discografico, tra l’altro). Lui quando intuì si commosse e si sciolse, gli si appannarono gli occhi del tutto, e la voce. Riavutosi, chiamò ogni suo collaboratore intorno dicendo “Venite, venite tutti qui: sentite cosa mi sta ricordando questo dolce ragazzo… Nessuno parla mai di quelle mie musiche, neh? C’è quella apparente scala infinita che ho messo sul finale di Quando è moda è moda… (e la intonò lì per lì, con quella Sua esile voce)…”

A parte, con una tazza di the in mano, mi disse che sì, era andata proprio così: senza tutto quel lavoro di ricerca per lo spettacolo Polli di Allevamento non avrebbe scoperto subito dopo L’era del cinghiale bianco e poi soprattutto La Voce del Padrone, naturalmente, cambiando una volta e per sempre la storia della canzone italiana, la storia, l’immaginario e il gusto di tutti noi… Tutti.

Ciao Maestro, ciao.
Torneremo ancora. E ancora. E ancora”.

ROY PACI musicista, cantante e autore

Finalmente ho trovato risposta a quel brano del gigantesco album ‘Pollution’ che ti feci autografare al nostro primo incontro, una data dell’indimenticabile tour di Macramè di Fossati a Milano, dove tra i tanti ospiti c’eri anche tu e che io, poco più che ventenne, sapendo della tua presenza, tremavo come una foglia al sol pensiero di stringere la mano al faro della ‘musica senza barriere’ siciliana e dell’Italia intera.
‘Ti sei mai chiesto quale funzione hai?’ adesso dopo quasi 50 anni mi suona forte e chiaro: quella di rendere viva la tua creazione, di fare tesoro del tuo passaggio terrestre e far risplendere quella Luna a te tanto cara e ispiratrice nei rituali di conoscenza, nel mantra doveroso della frequenza della vita.

Grazie Maestro per avermi ogni giorno sospinto verso l’unicità, per aver sin da piccolo risvegliato la mia mente dai torpori materiali e per avermi dato fiducia nella ricerca sonora e nel vedere nella musica un’elevazione spirituale da proteggere sopra ogni cosa. ‘Dalla pupilla viziosa delle nuvole | la luna scende i gradini di grattacieli, | per prendermi la vita.’

TEHO TEARDO, musicista

“Addio Franco, grazie di tutto ciò che ci hai lasciato. Non dimenticherò mai il giorno che mi telefonasti. Che piacere fu. Sai che ho adorato molti tuoi dischi, ma non ti ho mai detto che regalavo ogni tuo disco a mia madre che ti ascoltava sempre”.

VASCO ROSSI, cantante

“Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo. Con una idea: che siamo esseri immortali Caduti nelle tenebre, destinati a errare. Nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione”
Addio al Maestro Franco Battiato.. Wiva Franco Battiato

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DIMARTINO, cantautore e musicista

“Voli imprevedibili ed ascese velocissime….Grazie di tutto Franco”.

MARY CACCIOLA , speaker radiofonica

“Era questo regalo di cui parlavo alla radio. “Dervisci in preghiera” Franco Battiato.
Ho incontrato il maestro 2 o 3 volte. L’ultima, a fine intervista, gli dissi che mi piacevano tantissimo i suoi quadri e che mi ero innamorata di uno in particolare. Ne fu felice (più dei complimenti per il disco) e mi chiese l’indirizzo per mandarmi il catalogo. Lo scrissi su un pezzo di scaletta e lui lo mise in tasca. Ci congedammo con grandi sorrisi. Pensai che fosse un grande anche solo per aver avuto il pensiero ma non mi aspettavo certo si ricordasse. 7 mesi dopo mi arrivò un pacco enorme, due tavole di compensato con dentro questa meraviglia…in basso a destra c’è scritto “A Mary p d’a Franco Battiato”❤”

MILO MANARA, artista

“Ho conosciuto solo fugacemente Franco Battiato durante la trasmissione Taratatà. Apprezzo molto anche la sua pittura, così intensamente mistica, come la sua musica”.

MORGAN, musicista

Era un leader sensibile, generoso e colto. Mi ha sempre chiamato Morganetto. Pace all’anima sua”

GIULIANO SANGIORGI, cantante

“… ora puoi superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce… addio Maestro”

RED RONNIE, giornalista musicale e conduttore radiofonico e televisivo

“Lunedì scorso al Premiato Circo Volante del Barone Rosso Grazia Di Michele ha eseguito una versione davvero unica del capolavoro di Franco Battiato “Povera patria”. Nel presentarla si capisce che io già sapevo che Franco non sarebbe più tornato fra di noi. Per questo oggi le sue canzoni debbono iniziare a cantarle gli altri, per portare avanti una sua poesia che è illuminante e fonte di \tanti insegnamenti. Ciao Franco.”

GIORDANO SANGIORGI. Fondatore e patron del MEI, Meeting Etichette Indipendenti

“FRANCO BATTIATO: PRIMO TESTIMONIAL DEL MEI, PER PRIMO HA SDOGANATO LA NUOVA MUSICA INDIPENDENTE”

“Correva l’anno 2000” ricorda Giordano Sangiorgi, patron del MEI, lo storico Meeting delle Etichette Indipendenti “e alla quinta edizione del MEI di fine novembre decidemmo di lanciare il “cuore oltre l’ostacolo” ed invitare un Big della Canzone Italiana colto e intelligente, aperto e sensibile che aveva già  attraversato tutti i territori musicali e nel pieno della sua grande maturità artistica. come Franco Battiato ad incontrare tutti i giovani cantautori che a quei tempi gli avevano inviato speranzosi in un suo positivo giudizio una demo in cassetta come si usava in quell’epoca con le loro canzoni originali e inedite. Con nostra grande sorpresa e nostro immenso piacere Franco Battiato accetto ‘ di partecipare al MEI gratuitamente e di incontrare i giovani cantautori indipendenti che muovevano i primi passi e che gli avevano inviato i loro materiali audio. Fu un incontro straordinario e bellissimo, che portò grazie alla sua presenza per la prima volta il MEI e la musica indipendente sulle pagine nazionali dei media, grazie anche alla presenza dell’allora Ministro alla Cultura Giovanna Melandri, che si snodò per circa due ore con tante domande e risposte tra i giovani autori del pubblico e il grande maestro, che si fermo anche fuori a parlare singolarmente con tanti artisti. Un incontro che si concluse con la proiezione di un breve docu-film su Franco Battiato e un suo brano girato dalla regista Elisabetta Sgarbi, L’incontro ebbe un’eco e un successo enorme e dall’anno dopo il MEI, grazie al grande Franco Battiato che si prese questo impegno a titolo completamente gratuito, donandosi ai giovani artisti indipendenti che letteralmente pendevano dalle sue labbra , divenne un punto di riferimento della nuova musica italiana e non più  “della musica indipendente di Serie B”, come qualcuno della vecchia guardia della discografia e dei media reputava la nuova musica italiana di quel periodo che è quella che avrebbe finalmente cambiato definitivamente i gusti del paese, il mercato e il paese stesso. Per questo piangiamo e ringraziamo insieme il Maestro Franco Battiato per essere stato, lui più  di tutti, magari anche senza volerlo, visto che non cercava certo onori aggiuntivi rispetto a quelli che già  aveva, uno dei pilastri fondanti della musica indipendente ed emergente del nostro paese dandole quel riconoscimento ufficiale che fino a quel momento i grandi gli avevano ancora negato e che dall’anno successivo ebbe al MEI un boom enorme di aderenti e partecipanti.

Carmen Consoli, catanese come Franco e figlioccia musicale del grande maestro mette un nastro nero a lutto per il compianto maestro.

Speaker e, in passato, giornalista musicale per La Stampa e Mucchio Selvaggio, Simone Mercurio ha voluto rendere omaggio al Maestro Battiato ripercorrendo i ricordi di una intervista fatta ai tempi in cui scriveva per Il Mattino di Padova